La pericolosissima fuffa di Renzi

(di Andrea Scanzi- da http://www.andreascanzi.it/)-

Ieri, visitando la General Motors a Torino, Renzi ha detto tra le altre cose: “L’Italia è da sempre la terra in cui il domani arriva prima. L’industria della lagna non è vincente”. Rileggete bene: “la terra in cui il domani arriva prima; “l’industria della lagna“. Ma cosa dice? Come parla? Che roba è? Gliel’hanno tolto il ciuccio dal cervello? Se un mio compagno all’asilo avesse proferito banalità simili, gli avrei prontamente consigliato di comprare il 45 giri di Cicale di Heather Parisi per darsi un tono intellettuale. Questo qua non solo non è un bimbo che fa l’asilo, anche se dallo sguardo e dalla faccia sembrerebbe, ma è pure Presidente del Consiglio. La sua pochezza contenutistica è sconfortante. Ambirebbe ad avere una narrazione kennedyana, ma ricorda al massimo i testi di Kekko dei Modà. Nel frattempo, tra un tweet e l’altro, lui e i suoi bastonano tutto quel giornalismo che non è disposto a celebrare questa ghenga composta – quasi sempre – da arroganti presuntuosi e impreparati: per esempio Il Fatto, per esempio Riccardo Iacona, per esempio Milena Gabanelli, per esempio Piazzapulita. Proprio come il suo amico Silvio. Non è Renzi a essere pericoloso in sé, anzi larga parte di quel che fa induce al ridicolo. Al ridicolo e al patetico. Renzi non può fare paura, altrimenti toccherebbe aver timore di Jerry Calà o dei Gormiti. A essere pericoloso è questo mix tra la pochezza sconfinata e il ruolo che riveste: come dare una Lamborghini in mano a un poppante. Poveri noi.

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