L’alternativa? Vietato anche solo pensarla

(di Pippo Civati-da http://www.ciwati.it/)-

Credi che esista un’alternativa? Subito ti prendi le colpe di tutti i guai del mondo, le reprimende, i moniti. Diventi frazionista, come nella migliore tradizione. E, ovviamente, gufo. Il peggiore: quello della palude.

Bisogna fare così e basta. Altrimenti (qualsiasi altrimenti) si arrabbiano i mercati la Merkel il Presidente le banche i meteorologi le cartomanti gli editorialisti.

Se presenti un emendamento, sei tipo un renitente alla leva.

Se hai un’idea in testa, preoccupati che sia coerente con quelle degli altri, la maggioranza, qualsivoglia maggioranza, se no, dammi retta, cancellala: è cattiva.

Se hai un’opinione, rimangiatela. Smentisciti. Aggiungici un po’ di umiliazione. Ecco, da bravo.

Se per caso hai qualche obiezione sul fatto che non funzioni un cazzo, preoccupati: è colpa tua, se non funziona. Chiaro?

Un batter d’ali di Tsipras nelle Cicladi provoca una rappresaglia a Bruxelles, lo sanno tutti.

Se non capisci, poi, se hai dubbi, se chiedi conto, allora sei un provocatore.

Se il semestre è andato così e non abbiamo dato nemmeno un esame, è colpa dei gufi international come te.

Se non c’è la ripresa, è perché tu freni. Oppure – peggio – cerchi altre strade e deviazioni (deviazionista!). Vergognati.

Qui non c’è Podemos, qui c’è il non possumus, esteso ai laici (soprattutto a loro).

Non c’è nessuna alternativa. Heidegger diceva: l’unica possibilità certa è la … (cinque lettere, finisce con orte, ma non è un’autostrada).

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