Pensieri in libertà

(di Carlo Viscardi- Arcipelago) La visione del mondo ormai quasi naturalmente condivisa è quella per cui la Politica è l’arte dell’assoluto trasformismo.

I politici si muovono all’unisono per questo l’opinione pubblica non trova scandaloso il “cambiamento di posizione”.

E questo non ammette  nessun “corpo di riferimento”  ( Partiti, sindacati, rappresentanze autonome…”)

“La destrutturazione dello spazio politico” porta inevitabilmente al diritto privato. Non più soggetti collettivi, Partiti ma individui liberi siedono al tavolo delle trattative e stabiliscono accordi che soddisfano i contraenti.

Qualsiasi prospettiva strategica si contrae al tempo dell’utilità privata.

In questo si imporrà il manager: è infatti solo la tecnica , la gestione , l’amministrazione che conta in questo “nuovo spazio politico”

E l’opinione pubblica vede nel tecnico la “soluzione” e nel politico un inutile fardello.

Anche l’Istituzione Parlamento è entrata in crisi;  impotente rispetto  a logiche privatistiche di gestione del potere.

Tutto cio richiede una riforma radicale se non vogliamo che alla crisi della Democrazia  rappresentativa nelle forme che finora abbiamo conosciuto si passi alla fine della stessa Democrazia  in un regime di contrattazioni tra poteri economici, finanziari, mediatici che di volta in volta assumono la figura di questa o quella “loggia”, questo o quel tecnico-manager.

Cio premesso riteniamo che in questo Paese sia necessaria una GRANDE OPERAZIONE VERITA’ a cominciare dalle ragion profonde, storiche che hanno prodotto nel nostro paese una grandissima incultura politica.

Aggiungiamo che In un’epoca di velocità digitale e di insofferenza per il profondo assistiamo ad una pericolosissima evoluzione dell’idea e della pratica della democrazia Una Democrazia che si regge non su concetti realmente esistenti ma su finzioni..una democrazia “immediata”, “veloce”, “semplice.

Occorre, prima di tutto, dare  risposta  a due domande :QUALE SOCIETA’ VOGLIAMO?       QUALE DEMOCRAZIA VOGLIAMO? e dare un senso, un significato  al nostro vivere insieme.

La diffusione di internet (che in Italia è ancora molto bassa) potrebbe indurre in errore nel pensare ad una comunità di decisori in cui tutti decidono su tutto. Il mito della Democrazia Diretta che ci affascinò in un certo periodo della nostra esperienza politica giovanile non fa più parte del nostro bagaglio. Ma internet rimane uno strumento formidabile di trasmissione di conoscenza (almeno di informazioni) e come tale tutti possono/potranno consapevolmente approfittarne. Un “tutti” che non vuole essere un assoluto ed “indistinto” parametro di partecipazione ma può costituire una garanzia nei confronti di pericolose involuzioni oligarchiche.

Coniugando quindi la consapevolezza di questa “partecipazione conoscitiva” con un nuovo sistema di delega si può pervenire ad una democrazia rappresentativa “vera”.

Sino a qualche settimana fa pensavamo che fosse folle  pensare ad una legge elettorale proporzionale pura in… “assenza di Partiti” ( del tipo di coloro che stesero la Costituzione )

 

La rappresentanza è La chiave di volta di questo sistema :

La rappresentanza oggi garantisce al cittadino un voto, dopo di che il nulla sul piano del controllo e della costruzione delle decisioni.

Finzione di un gioco delle parti “democratico” “E’ fittizia infatti la cessione di sovranità con il voto… non è realistica l’uguaglianza: siamo uguali solo in quanto viene a tutti di mettere una croce sulla scheda , poi l’uguaglianza si esaurisce.

E’ irrealistica la formazione di una opinione pubblica informata che è il presupposto di una libera scelta politica: noi cittadini in realtà andiamo avanti tra stereotipi, informazioni manipolate, notizie false e non controllabili.” ( Raffaele Simone)”

 

La rappresentanza di cui “parlano i cittadini” è invece quella che garantisce la partecipazione alla riscrittura, ormai indifferibile, delle regole del nostro vivere insieme, della forma dello Stato. E’ giunto il momento di riscrivere nuove regole del nostro vivere civile, di aprire una fase costituente  e questo lo possono fare solo i cittadini. E’ vero che i grandi cambiamenti avvengono su impulsi d’elite ma sono destinati al fallimento o al non compimento se le “persone” non se ne impossessano.

Concretamente prima della decisione ultima (il voto) le persone debbono decidere della loro volontà di impossessarsi dei processi decisionali che influenzeranno la loro vita, che decideranno del bene comune.

L’iscrizione, al raggiungimento della maggiore età, alle liste elettorali non può più essere sufficiente ad esprimere “Democrazia” e un governo del popolo, in una società profondamente mutata e complessa non può essere affidato solo e totalmente, a “questi” corpi intermedi.

Concretamente quindi solo l’iscrizione ad un Pubblico Registro degli Elettori su richiesta delle persone che intendono partecipare di volta in volta, esprimendo precisa delega,  alla formazione della “governance” di questo Paese potrà garantire il passaggio alla Democrazia del terzo millennio.

La Dichiarazione Pubblica di Volontà delle persone è quindi l’atto primo della formazione della decisione; è l’atto che sancisce l’esercizio del diritto di voto in modo consapevole.

Affrontare quindi le questioni che segnano questa crisi epocale da parte di persone consapevoli e coscienti può fare la differenza tra soluzioni condivise e soluzioni imposte.

Questa Dichiarazione riteniamo, come detto, possa essere espressa in un Pubblico Registro degli Elettori  che attraverso “atto pubblico” si può realizzare e rendere pubblico.

Riprendere e cambiare quindi l’art. 49 della Costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale) finalizzato, in “quell’epoca storica“, alla costruzione dei corpi intermedi  che si chiamano “partiti”;  oggi totalmente inadeguati ad assolvere al compito per il quale erano stati costituiti; ma respingendo altresì  contemporaneamente il processo di de-intermediarizzazione .

Se questo Paese deve essere riscritto, se questa Europa deve essere costruita ciò può avvenire soltanto se tutti, in prima persona, si dedicheranno a questa riscrittura e a questa costruzione.

La Dichiarazione pubblica di volontà si concretizza quindi in momenti di confronto sulle “questioni” e contestualmente si pone l’obiettivo di giungere ad una sintesi della rappresentanza su due (solo DUE !!) soggetti, garanzia di alternanza al governo della cosa pubblica. Due corpi intermedi che rappresenteranno le politiche che governeranno la cosa pubblica.

Quartiere per Quartiere, Comune per Comune, Provincia per Provincia, Regione per Regione solo attraverso la Dichiarazione Pubblica di Volontà dei cittadini e con precisa Delega si costruiscono i corpi intermedi del terzo millennio.

E’ necessaria quindi una iniziativa di tipo culturale prima ancora che politica in senso stretto che affronti l’Operazione Verità di cui sopra e “lanci” una nuova  fase costituente,  o se vogliamo, un nuovo Rinascimento basato sui  Principi e sui Valori dell’uguaglianza  e della responsabilità.

La proposta quindi alle persone più Responsabili e Coscienti è quella della costituzione di un Laboratorio che, in collaborazione con una costituenda Scuola di Formazione di quadri politici-amministrativi, tracci i contenuti di UNA NUOVA FASE COSTITUENTE al fine di analizzare le esigenze della società, in un orizzonte europeo e con un respiro nazionale e svolga funzioni di controllo e proposta utilizzando i seguenti strumenti.

  1. Controllo. Ormai non ci sono più scuse: il web contiene e diremmo impone, ogni tipo di trasparenza. Chiunque eserciti il potere in nome dei cittadini deve rinunciare completamente alla sua privacy patrimoniale. Questo si coniuga con un sistema di “spoil sistem”.
  2. Attività di audit. Monitoraggio dell’attività politico – legislativa in modo che gli Elettori possano discuterne l’evoluzione svolgendo un ruolo di auditor di terza parte fino a esprimere un articolato giudizio.
  3. Recall. Possibilità da parte degli Elettori di manifestare nei confronti di qualsiasi pubblico amministratore una sentenza di deficit fiduciario ed esprimere così un giudizio politico negativo che, se adeguatamente diffuso, potrà avere un suo peso.
  4. Proposta. Il lavoro di elaborazione e di sintesi svolto dal Laboratorio verrà periodicamente fatto conoscere sul web e sui media in generale
  5. Referendum propositivi. La stessa “intuizione” del Pubblico Registro degli Elettori potrà concretizzarsi in una Proposta di legge di iniziativa popolare

Carlo Viscardi

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