Diventare protagonisti, per riprendersi la politica e la vita

Carissimo Direttore

desideriamo con questo nostro contributo chiarire la nostra posizione in merito all’appuntamento elettorale del prossimo anno in città e nel contempo confrontarci con il percorso indicato nell’intervista da Giorgio Barberis.

A proposito di “sinistra vera”…e di Referendum e di alchimie politiche con governi “fotocopia”  di forze politiche “delegittimate”.


Rileviamo dai più autorevoli osservatori che il voto referendario, (a distanza di due mesi !) pare non essere stato ancora sufficientemente analizzato.

Non pretendiamo di sostituirci agli esperti su citati ma all’indomani del 4 Dicembre due sono le considerazioni che abbiamo  svolto:

una altissima partecipazione al voto non prevista da alcuno.. un voto che nelle sue motivazioni più profonde era una risposta “antisistema”: sia nel “campo del SI” che nel “campo del NO”, una sorta di “effetto Trump”… Si assiste, a nostro avviso ad una cesura ormai non più sanabile, rispetto ad una politica che esprime l’establishment e che non è in grado di esprimere una governance decente  del bene comune.

La frattura quindi non più tra “politiche” ma tra “politica” e cittadini.

Assistiamo ad una irreversibile crisi della democrazia rappresentativa e l’intestarsi, nel campo del SI come nel campo del NO, il risultato è semplicemente puerile se non intellettualmente disonesto.

La pretesa quindi di esprimere uno “spirito di popolo” da parte di “capi” con bassissima credibilità politica è di fatto respinta dai cittadini con questo voto.

L’idea di un popolo non fatto da individui tutti uguali governabili da una classe dirigente con “ frasi, promesse e tasse” ma pluralità di soggetti che vorremmo convenissero autonomamente tra loro in organismi dotati di personalità giuridica  e politica ai quali conferire  funzioni rilevanti per il bene comune.

Un popolo che la cosiddetta prima repubblica non ha formato con un opprimente centralismo, lo Stato, i Partiti; ma non solo : l’impotenza di forme “sindacali” che non hanno superato corporativismi  e clientelismi.

Questo è l’orizzonte su cui si deciderà la sorte della Democrazia e non soltanto in Italia.

E’ una crisi di Sistema quella che stiamo vivendo, una crisi della Democrazia e della rappresentanza!

E’ indispensabile “fermare il gioco” , aprire una Fase Costituente sicuramente non in salsa proporzionalista perché si tornerebbe a garantire soltanto un establishment unico responsabile di uno sfascio che ci colpisce tutti.

E’ una grande Operazione Verità che occorre : che risponda alle domande :quale società vogliamo? quale democrazia vogliamo?

Ci adopereremo per una iniziativa politica che metta in rete chi crede in un percorso costituente lavorando sin d’ora ad una proposta di legge di iniziativa popolare.

A proposito di “Comitato di Salute Pubblica” e di alessandrinità..

Siamo sicuramente tra coloro che riconoscono nel “febbricitante momento “ che sempre precede il voto,   nelle “idee sul governo della città” e di sodali e “ uomini dei destino” che cavino d’impaccio la politica alessandrina..”  ( del tutti contro Rita e Rita contro tutti ..)  esista una sincera e  grande volontà di cambiamento di rotta.

Desideriamo richiamare tuttavia l’attenzione a chi segue questo dibattito come Alessandria viva da tempo “immemorabile” non solo una decadenza nella sua qualità della vita, nel suo tessuto economico e quant’altro ma anche ( e soprattutto asseriamo noi ..) una crisi di identità che si trascina dal secolo scorso.

Occorre invertire una tendenza che risvegli l’orgoglio dell’alessandrinità e che, senza richiamare le caustiche affermazioni di Eco, fatica ad affermarsi ; affidandosi solo a meritori aspetti sportivi.

Ciò  che manca crediamo non siano i programmi elettorali ( più o meno liste della spesa) ma una visione di città, un intendere la comunità che ci  faccia tornare , come qualche autorevole osservatore cittadino ha affermato, all’onor del mondo.

Una visione di città che sia attrattiva rispetto alla richiesta di un mercato che chiede una qualità della vita che le grandi città metropolitane non possono offrire.

Solo una visione che di questo tipo potrebbe suscitare   l’orgoglio di una  alessandrinità perennemente in crisi. Solo una visione proiettata nei prossimi vent’anni  che sappia garantire una  “ nuova governance” della Comunità.

La manutenzione della cosa pubblica è il minimum sufficit di ogni amministrazione.  L’ambiente urbano è il barometro della salute di una città.

Per questo Alessandria va riprogettata, ripensata strategicamente ripensata in termini di città come ambiente fisico qualificato;  fare della città un polo dell’economia territoriale.

La bellezza svolge un ruolo accattivante: la città intelligente non può infatti essere una città brutta.

In questa fase ci si può limitare a fornire delle esemplificazioni su “luoghi” significativi presi a campione.

Una visione che va  da

una Mobilità “ad extra”: con un un collegamento rapido ed efficiente con i grandi centri non solo nazionali e la conseguente  liberazione dalla “strettoia” dei due fiumi

una Mobilità “ad intra”: con un’area pedonale tra gli spalti, con una mobilità a chiamata nelle aree urbane a viabilità limitata

Un’Azienda Comune 

Un azienda che cominci a “ragionare” su una contabilità di tipo privatistico.

Un’Azienda che persegue risultati concreti e rendimenti d’eccellenza

Un’Azienda il cui personale persegue obiettivi e  non segue solo procedure

Aree pubbliche e private gradevoli, con un arredo urbano adeguato ad elevare la qualità della vita.

Aree dismesse dallo Stato il cui riutilizzo tenga conto di fattori locali ed internazionali Aree fondamentali per l’industrializzazione della  filiera agroalimentare,

Un Centro Commerciale Naturale caratterizzato dal commercio “al minuto” con l’ottimizzazione, con lausilio di nuove tecnologie, della distribuzione e della raccolta delle merci.

Una Formazione d’eccellenza: che crei sinergie  con i vari “livelli” presenti sul territorio

Una Università d’eccellenza: che individui una sua  “mission” e la persegua portandola ad alti livelli.

Una Cultura d’eccellenza che riduca il “gap” con le offerte culturali delle altre realtà provinciali ed extra provinciali.

Per fare cio’ occorre prendere atto che siamo di fronte ad una “crisi conclamata delle culture politiche tradizionali” ma che esiste una cultura della cittadinanza, dei diritti e dei doveri, rispondente e responsabile convinta che i cittadini, debbano contare… E non più essere contati.

Sono crollate le categorie politiche  del ‘900 , sono improponibili le forme della rappresentanza che vengono addirittura dall’800.
Cittadini non sono  individui tutti uguali governabili da una classe dirigente con “frasi , promesse e tasse” ; ma pluralità di soggetti  che possono  convenire autonomamente tra loro in organismi dotati di personalità giuridica e politica e ai quali possono essere conferite funzioni rilevanti per il bene comune.
Una irreversibile crisi della democrazia rappresentativa che si risolve soltanto con una Grande Operazione Verità che si ponga due domande quale società, quale democrazia ?

La rappresentanza  oggi garantisce ai cittadini un voto, dopo di che il nulla sul piano del controllo e della costruzione delle decisioni.

La rappresentanza di cui “parlano i cittadini” è invece quella che garantisce la partecipazione alla riscrittura delle regole del nostro vivere insieme, della forma dello Stato.

E’ una fase costituente che auspichiamo che inizi a pensare in termini di Uguaglianza e Responsabilità.

Una politica infatti come oggi la “viviamo” non è più in grado di trasformarsi in fatti concreti semplicemente per il fatto che ha perduto completamente la credibilità, ha perduto l’identificazione tra “potere della politica” e “potere dello Stato”.

La diffusione di internet potrebbe indurre in errore nel pensare ad una comunità di decisori in cui tutti decidono su tutto.  Ma internet rimane uno strumento formidabile di trasmissione di conoscenza e come tale tutti possono/potranno consapevolmente approfittarne.

Coniugando quindi la consapevolezza di questa “partecipazione conoscitiva” con un sistema di delega dobbiamo pervenire ad una democrazia rappresentativa “vera”.

Il sistema non si cambia dall’interno;  all’interno del sistema il rischio è di perpetuare  una politica gattopardesca: una politica del… Che tutto cambi affinché nulla cambi.

L’iscrizione, al raggiungimento della maggiore età, alle liste elettorali non può più essere sufficiente ad esprimere “Democrazia” e un governo del popolo, in una società profondamente mutata e complessa non può essere affidato solo, e totalmente, a “questi” corpi intermedi.

E’  indispensabile anche in questa nostra comunità  individuare strumenti che consentano alle persone di partecipare alla formazione delle decisioni in modo più diretto.

Concretamente quindi  l’iscrizione ad un Pubblico Registro degli Elettori su richiesta dei cittadini che intendono partecipare di volta in volta, esprimendo precisa delega, alla formazione della “governance” di questo Paese potrà garantire il passaggio alla Democrazia del terzo millennio ; è l’atto che sancisce l’esercizio del diritto di voto in modo consapevole.

Affrontare quindi le questioni che segnano questa crisi epocale da parte di persone consapevoli e coscienti può fare la differenza tra soluzioni condivise e soluzioni imposte.

La Dichiarazione pubblica di volontà si concretizza quindi in momenti di confronto sulle questioni e contestualmente si pone l’obiettivo di giungere ad una sintesi della rappresentanza su due (soltanto DUE !!) soggetti, garanzia di alternanza al governo della cosa pubblica.

Noi vogliamo essere parte di questo “processo costituente” attraverso la costruzione di “gruppi per la democrazia”, isole libere, plurali, solidali, di impegno e discussione, all’interno di ogni realtà territoriale, sociale e culturale.

Isole per un arcipelago di agorà per questo Paese.

Un percorso innovativo, fuori dagli schemi, che fida nel cuore e nelle menti dei cittadini che hanno compreso appieno la necessità di un radicale cambiamento di sistema.

Diventare protagonisti, per riprendersi la politica e la vita.

Arcipelago

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